Come detrarre le spese d'affitto? Guida per l'inquilino.

Chi vive in affitto può portare in detrazione le spese sostenute per la locazione tramite il Modello 730.

Vediamo quali sono le agevolazioni previste dalla legge e in quali casi è possibile usufruirne.

Negli ultimi anni il settore delle locazioni italiano si fa sempre più dinamico.

Sono soprattutto gli studenti e i lavoratori più giovani ad animare il mercato, ed è principalmente a queste categorie che si rivolgono le agevolazioni fiscali per gli inquilini.

Infatti oltre alle famiglie a basso reddito, sia i lavoratori che gli studenti fuori sede possono beneficiare di detrazioni sul contratto di locazione secondo specifiche regole e importi di spesa.

Quali sono i requisiti per detrarre le spese d'affitto?

Per poter usufruire dello sconto Irpef è necessario riportare le spese sostenute per i canoni in sede di dichiarazione dei redditi compilando il Modello 730 o il Modello Unico, che dovrà contenere:

  • i dati della locazione,
  • i dati dell'inquilino,
  • la tipologia di contratto stipulato.

Inoltre ci sono delle condizioni da soddisfare, nello specifico è indispensabile:

  1. essere titolari del contratto d’affitto: eventuali conviventi che contribuiscono alla spesa, se non richiamati come conduttori nel contratto, non hanno diritto allo sconto. Invece nel caso di due o più intestatari la detrazione va ripartita tra i titolari del contratto;
  2. il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato e stipulato secondo gli articoli della Legge 431/98;
  3. avere la residenza nell’immobile oggetto del contratto d’affitto;
  4. rientrare nei limiti di reddito complessivo individuati.

Il lavoratore dipendente che trasferisce la sua residenza per motivi di lavoro ha diritto a:

  • una detrazione di 991,60 euro se il suo reddito è inferiore a 15.493,71 euro per i primi tre anni di contratto. Dal quarto anno tale sconto scende a 300 euro;
  • una detrazione di 495,80 euro se il suo reddito è compreso tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro. Anche in questo caso lo sconto Irpef a partire dal quarto anno di contratto si abbassa, passando a 150 euro.

Il contratto di locazione può essere di qualunque tipo, purché l'unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale.

Se a un certo momento il contribuente cessa di essere lavoratore dipendente, la detrazione non gli spetta più a partire dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale ha perso la qualifica.

Benefici analoghi spettano ai giovani di età compresa tra 20 e 30 anni titolari di contratto di affitto. Questa categoria di contribuenti potrà usufruire di un’agevolazione pari a 991,60 euro per i primi tre anni di contratto a patto che il reddito complessivo dichiarato non superi i 15.493,72 euro.

Proprio come accade all'inquilino-lavoratore, dal quarto anno la detrazione si abbassa a 300 euro.

Il requisito anagrafico vale anche quando ricorre solo per una parte del periodo d’imposta.

Per tutte le altre categorie di contribuenti, l'importo dello sconto cambia in base al tipo di contratto di locazione stipulato.

Chi dichiara redditi:

  • fino a 15.493,71 euro può beneficiare di una detrazione pari a 300 euro;
  • superiori a 15.493,71 euro ma inferiori a 30.987,41 euro può beneficiare di uno sconto pari a 150 euro;
  • al di sopra di 30.987,41 euro non ha diritto ad alcuno sconto.

Se il contratto di locazione è a canone concordato, gli importi aumentano negli stessi limiti di reddito complessivo, rispettivamente a 495,80 euro e 247,90 euro.

Inoltre possono fruire della detrazione dei canoni d'affitto pagati anche gli studenti che frequentano università situate in comuni diversi da quelli di residenza.

Si tratta di una misura pensata per aiutare le famiglie ad ammortizzare la spesa per gli studi dei ragazzi lontani da casa, considerato anche il recente aumento dei prezzi delle camere e dei posti letto che si è verificato negli ultimi anni in molte città universitarie italiane.

Lo sconto Irpef spetta nella misura del 19% su un tetto massimo di 2.633 euro all'anno e per averne diritto è indispensabile che:

  • l'immobile si trovi nello stesso comune in cui ha sede l'università frequentata dall'inquilino studente o almeno in un comune limitrofo;
  • l'immobile si trovi almeno a 100 km dal comune di residenza, ma la distanza minima richiesta passa a 50 km qualora lo studente viva in una zona montana e disagiata.

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